Condizionatori e Coronavirus: sanificazione condizionatori contro covid 19

Condizionatori e Coronavirus: sanificazione condizionatori contro covid 19

L’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, ha fatto sì che ci fosse una proliferazione di ricerche sulla sua diffusione, sia in spazi aperti che chiusi, generando spesso disinformazione e allarmismo nelle persone. Cerchiamo di fare chiarezza sull’argomento ”Condizionatori e Coronavirus”.

L’importanza della sanificazione del condizionatore ai tempi del coronavirus covid 19

Inizialmente, la questione inerente alla sanificazione dei condizionatori non risultò essere di importanza significativa, visto che nella fase 1, fu predisposta la chiusura quasi integrale delle attività produttive nazionali, comprendendo tutto ciò che non era collegato ai bisogni essenziali della vita e la limitazione degli spostamenti se non legati a situazioni di necessità o lavorative.

sanificazione coronavirus condizionatori firenze

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Con l’inizio della fase 2, dal 4 maggio 2020, alcune attività hanno ripreso la propria attività lavorativa, dando l’avvio ad un percorso di riapertura graduale, permettendo un passo alla volta la ripresa economica del paese, insieme alla possibilità di muoversi con più libertà rispetto alla fase 1. Ciò ha anche posto al centro dell’attenzione, un tema importante, della sanificazione dei condizionatori per limitare, una potenziale diffusione del covid 19 negli ambienti in cui sono installati.

Inevitabile dunque, che con l’arrivo dell’estate, che ci si interroghi sulla potenzialità dei condizionatori, quali fonti di diffusione dei virus, visto che vi sarà l’innalzamento delle temperature che richiederà di utilizzarli, soprattutto per chi è tornato a lavoro.
Ci si chiede se si debba procedere alla sanificazione dei condizionatori sia nei luoghi di lavoro (uffici, aziende, e così via) sia nella propria abitazione e sia nella propria autovettura.

Perchè è importante sanificare i condizionatori contro il coronavirus covid 19

L’OMS, l’Istituto Superiore di Sanità e altri esperti del mondo scientifico hanno espresso la propria opinione favorevole ad una necessità di continuo ricambio dell’aria, possibilmente proveniente dall’esterno, per non produrre il riciclo di un’aria stanziata nello stesso ambiente per molto tempo. Quando tale ricambio dell’aria non sia possibile mediante l’ingresso di aria proveniente dall’esterno, si procede con l’utilizzo, resosi necessario, di impianti di climatizzazione e di ventilazione.
Quello che sembra essere un punto centrale dell’argomento, è che non risulta da fonti ufficiali che i condizionatori siano una fonte di diffusione del contagio. Nelle fonti ufficiali, quali canali di trasmissione del virus, sono indicate le goccioline proveniente dal naso e dalla bocca, con recente aggiunta delle secrezioni oculari.

Per quanto concerne l’argomento in questione, si consiglia di provvedere alla pulizia, per gli impianti presenti nella propria abitazione, stagionalmente ovvero prima dell’accensione dopo svariati mesi di inattività e poi periodicamente, con cadenza settimanale per mantenerli puliti. La motivazione è identificata nel fatto che i filtri non sottoposti a sostituzione e pulizia periodica ed accurata, sono un luogo di proliferazione di batteri e favorevoli alla diffusione di agenti biologici che influiscono inevitabilmente sulla salute degli individui.
Nelle proprie abitazioni si possono sanificare e pulire le prese e le griglie di ventilazione dell’aria dei condizionatori con un panno inumidito con acqua e sapone oppure con alcol etilico 75%; come step finale, si asciugano le superfici in questione. Si consiglia tale procedimento, evitando l’appplicazione diretta del prodotto per la sanificazione sulla superficie del condizionatore, per evitare che con la successiva accensione, tale sostanza venga inalata mediante respirazione.
Invece, per gli ambienti lavorativi, è previsto un processo di sanificazione che coinvolge anche i condizionatori, in base alla normativa ministeriale e alle indicazioni dello Spallanzani, da svolgere periodicamente e la pulizia dei locali dev’essere effettuata giornalmente. Se si tratta di un ambiente ove non vi sia alcuna possibilità di arieggiare i locali, è previsto che i condizionatori restino accesi per tutta la durata della giornata lavorativa.
Per ambienti lavorativi frequentati da soggetto o una pluralità di soggetti risultati positivi al Covid 19, è previsto l’obbligo di eseguire una particolare sanificazione ambientale (con l’utilizzo di ozono, con la specifica dotazione di tuta e maschera, posto in essere da soggetti autorizzati a tale tipo di attività).
In ogni caso si consiglia la programmazione del condizionatore, impostando un programma che permetta l’andamento dell’aria dal basso verso l’alto e sicuramente evitando che siano rivolti in modo diretto verso soggetti che sono presenti nell’ambiente ove è ubicato.
Insomma, quello che risulta essere importante è il ricambio dell’aria, che se non possibile naturalmente, lo si effettua mediante i sistemi di areazione in dotazione, questi ultimi sottoposti ad un sistema di pulizia e sanificazione per evitare ipotetici episodi di contagio, marginali, ma non del tutto esclusi con certezza assoluta.
L’apertura delle finestre deve essere un rituale effettuato più volte al giorno per alcuni minuti, per un’efficiente circolazione dell’aria.
In conclusione, quello che risulta essere importante è che le persone rispettino le indicazioni inerenti:

  • alle distanze di sicurezza;
  • il lavaggio frequente delle mani (non vi è necessariamente bisogno del disinfettante);
  • non toccarsi il viso
  • indossare la mascherina
  • rispettare e seguire con attenzione le indicazioni per la pulizia e sanificazione dei locali.

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